Un libro ricco di spunti di riflessione, per chi ama il vino ma soprattutto per chi ha voglia di capire di più su ciò che sta dietro (più che dentro) ad una bottiglia.
Il titolo in italiano, forse, non rende molta giustizia al contenuto del libro, meglio espresso dal titolo originale “Le goût et le pouvoir”. Si tratta, infatti, di un libro che svela in modo chiaro e preciso ilrapporto tra il gusto e il potere. Un libro, insomma, dalla forte impronta sociologica, antropologica e politica, perché analizza la funzione del vino nella sua dimensione storica e agricola, lo interpreta come custode della memoria degli uomini, espressione di un territorio e di una diversità che è ricchezza (il terroir), “vettore di un’identità collettiva e degli scambi tra gli esseri”.
Secondo Nossiter, l’omologazione del gusto sostenuta dai “grandi” critici e dai guru del marketing, nega la possibilità di riconoscere il gusto dell’autentico, puntando alla soddisfazione immediata e non ragionata.
“Mentre invece un vino di terroir (soprattutto quelli elaborati in un rapporto sano con la natura) esige che ci si interroghi sul suo conto – e sul nostro: «Chi sono? Da dove vengo? Quale storia mi è raccontata da questa terra, da questa natura?»” (p.218)
Insomma, un inno all’unicità e alla poesia del rapporto uomo-terra-vino.
Alberto Rossi


