Come già accennato, il nome dato a questa categoria non esclude la caratteristica di “naturalità” dei vini biologici e biodinamici, ma riguarda i produttori che non si sottopongono necessariamente ad una certificazione e al tempo stesso rifiutano di usare prodotti chimici di sintesi e di intervenire nel lavoro di cantina con pratiche enologiche invasive.
L’intento di questi produttori è quello di creare vini che siano il più possibile “figli” del territorio e della cultura dai quali provengono, rispettosi dei cicli della natura.
Nel sito vino-bio.com troverete, tra le altre, le aziende vinicole appartenenti a due associazioni: Vini Veri e VinNatur. Vediamone una sintetica descrizione, accennando ai criteri che si sono dati per definire il proprio concetto di naturalità.
La finalità del Consorzio ViniVeri, come si legge nel sito web istituzionale www.viniveri.net, è quella di “ottenere un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior equilibrio tra l’azione dell’uomo ed i cicli della natura”. La regola che il gruppo si impone è molto chiara e prevede, tra le altre cose:
Per una visione completa del disciplinare, si rimanda alla specifica pagina del sito del consorzio: cliccare qui.
Secondo il manifesto dell’associazione VinNatur (sito web: www.vinnatur.it) “produrre vino in maniera naturale significa agire nel pieno rispetto del territorio, della vite e dei cicli naturali, limitando attraverso la sperimentazione, l’utilizzo di agenti invasivi e tossici di natura chimica e tecnologica in genere, dapprima in vigna e successivamente in cantina”.
L’associazione punta molto sulla ricerca, sulla sperimentazione e sullo scambio di esperienze tra vignaioli per promuovere pratiche di vigneto e di cantina orientate al massimo rispetto per l’ambiente. A questo scopo, promuove ogni anno un incontro a Villa Favorita (nei pressi di Vicenza).